Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), la più grande istituzione di ricerca pubblica in Italia, ha intrapreso un percorso ambizioso quanto necessario: mettere a sistema le infrastrutture digitali e l’esperienza del proprio personale per trasformare la gestione dei dati e dei prodotti digitali della ricerca in un ecosistema aperto e condiviso. In questo percorso un ruolo fondamentale è quello di una nuova figura che si sta delineando: il Data Steward.
Il cammino del CNR verso l'Open Science non è recente. Nel 2012 l’ente firma la Dichiarazione di Berlino, un impegno solenne per l'accesso aperto alla conoscenza. Tuttavia, la vera svolta operativa è avvenuta negli ultimi anni: nel 2022 è stata adottata la policy istituzionale e quella gestionale sull'accesso aperto e, nel 2023, è stata adottata la Roadmap per la Scienza Aperta.
Per rendere concrete queste direttive, nel maggio 2024 è stata istituita la Sezione Open Science, all’interno dell’Unità Pianificazione, Programmazione e Biblioteca Centrale, in collaborazione con l’Ufficio Agenda Digitale e Processi del CNR, incaricata di tradurre le politiche in pratiche quotidiane attraverso un piano di implementazione che vede nei Data Steward uno dei pilastri fondamentali.
Chi sono i Data Steward del CNR?
Con circa 9000 dipendenti di cui il 58% formato da ricercatori e ricercatrici, il CNR è un ente altamente articolato e capillare sul territorio. È diviso in 7 dipartimenti ai quali afferiscono 88 istituti di ricerca con più di 200 sedi e laboratori.
Per questo motivo il “dato” prodotto dalla rete scientifica del CNR è un concetto ampio, nel quale rientrano diverse tipologie di risultati in formato digitale, che riflettono la forte eterogeneità disciplinare dell’Ente. Si va da dati genetici, a modelli metereologici, fino a proprietà fisico-chimiche delle molecole a questionari di sociologia.
A differenza di altre istituzioni che scelgono uffici centralizzati per la definizione di pratiche di scienza aperta e per promuovere la gestione consapevole dei dati e dei prodotti della ricerca, il CNR ha optato per un modello di governance distribuita, costituita dai Data Steward che lavorano negli Istituti e Dipartimenti del CNR. La costituzione di una comunità di Data Steward ha proprio l'obiettivo di riunire le persone che già si occupano della gestione di questi dati e di mettere a sistema le loro conoscenze per creare una linea di azione condivisa tra tutti gli attori, e creare un legame tra la gestione del dato, che avviene a livello locale del singolo laboratorio, e la governance.
La comunità è animata da un gruppo di coordinamento composto da quattro coordinatori rappresentativi degli ambiti disciplinari (Life Sciences, Social Sciences and Humanities, Physical Sciences and Engineering) e da un membro della sezione Open Science.
Ad oggi la comunità riunisce più di 60 “Data Stewards” che ricoprono questo ruolo in maniera non ufficiale e con vari livelli di inquadramento, rappresentando l’infrastruttura umana a supporto della gestione responsabile dei dati e dei prodotti della ricerca. Riconoscere che questa figura esiste all’interno dell’Ente, e che svolge un ruolo fondamentale di supporto alla ricerca, è stato un passo fondamentale per riconoscere le esigenze della rete da un lato, e per promuovere un percorso condiviso a favore di una scienza aperta, e quindi riproducibile, dall’altro. In quest’ottica, è possibile immaginare anche un percorso che preveda la possibilità di un reclutamento mirato di Data Steward come figura pienamente istituzionalizzata.
I primi passi della comunità: dal Documento di Visione al meeting di Roma
La rete Data Steward del Consiglio Nazionale delle Ricerche (DS@CNR) è concepita come una comunità di pratica, unita da un Documento di Visione elaborato tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Tale documento, inteso come un "living document" in continua evoluzione, definisce l'identità dei Data Steward come figure chiave per raccordare le esigenze della rete tecnico-scientifica con la strategia istituzionale.
L'attività della comunità DS@CNR si articola su quattro linee d'azione prioritarie definite nel documento di visione:
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Mappatura di competenze e servizi: Identificare chi sta già svolgendo compiti di data stewardship (spesso senza un riconoscimento formale) e quali infrastrutture e servizi sono già disponibili nell'ente.
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Formazione e allineamento: Definire un livello minimo comune di competenze, all’interno della comunità, basato su framework europei come quelli sviluppati nel contesto del progetto Skills4EOSC, e creare un gruppo di formatori interni capaci di supportare l'intera comunità scientifica.
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Armonizzazione delle pratiche: Sviluppare template e linee guida comuni per i Data Management Plan e per la metadatazione, rispettando le specificità dei diversi ambiti che caratterizzano l’Ente.
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Networking: Collegare il CNR ai network nazionali (come la Comunità Italiana Data Steward - CIDS) ed europei per favorire lo scambio di buone pratiche.
Un momento cruciale di questo percorso in continua evoluzione è stato l'incontro in presenza tenutosi il 18 e 19 febbraio 2026 presso la Biblioteca Centrale del CNR a Roma. Circa 40 esperti di gestione dei dati si sono riuniti per trasformare la visione teorica in gruppi di lavoro operativi. L'evento ha visto il confronto tra la rete interna e speaker di istituzioni esterne, rafforzando l'idea che la gestione responsabile, accessibile e FAIR dei dati e dei prodotti della ricerca sia un pilastro strategico della competitività scientifica. La pubblicazione dei contributi presentati dalla comunità DS@CNR nella seconda giornata di lavori offre un quadro articolato e multidisciplinare delle attività di data stewardship in corso, mettendo in luce sia le sfide condivise sia le opportunità di crescita e consolidamento della comunità all’interno dell’Ente.

Primo incontro in presenza della comunità DS@CNR, presso la Biblioteca Centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, 18-19 febbraio 2026, Roma
Le sfide per il futuro: verso una nuova professionalità
La sfida del CNR è ora quella di passare da una partecipazione su base volontaria a un riconoscimento formale della figura del Data Steward. Consolidare questa rete e riconoscere formalmente la figura del data steward all’interno dell’Ente non è solo un atto formale, ma una scelta strategica per garantire che la ricerca italiana resti competitiva a livello europeo e che i frutti della scienza siano davvero un bene comune, accessibile a tutti.
Per maggiori dettagli: comunità Zenodo DS@CNR
Riferimenti
Castelli, D., De Simone, G., Cancedda, F., Candela, L., Colcelli, V., Conte, R., Di Donato, F., Giannini, S., Lazzeri, E., Mangiaracina, S., Puccinelli, R., & Ranchino, M. A. (2023). Roadmap Scienza Aperta. Consiglio Nazionale delle Ricerche. https://doi.org/10.57665/BICE_ROADMAP2023
Ferretti, R., Licciulli, F., Provost, L., Tarallo, A., & Lazzeri, E. (2026). Documento di visione dei Data Steward del CNR. Verso una rete strutturata per la gestione dei dati e dei risultati della ricerca (Technical Report). Consiglio Nazionale delle Ricerche. https://doi.org/10.57665/BICE_DATA2025
Whyte, A., Green, D., Evangelinou, B., Gingold, A., Di Giorgio, S., Koteska, B., Linés, C., Rauste, P., Sokolova, E., Sowinski, C., Torres Ramos, G., van Leersum, N., & Lines Diaz, C. (2025). D2.6 Catalogue of OS career profiles and MVS - update. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.15731870
Caccavale, M., Degl’Innocenti, E., Dema, C., Ferretti, R., Lazzeri, E., Licciulli, F. V., Lo Giudice, C., Manconi, A., Miniello, G., Modolo, I., Natilli, M., Oggioni, A., Provost, L., Spadi, A., & Tarallo, A. (2026). Incontro in presenza della comunità Data Steward del CNR DS@CNR. Consiglio Nazionale delle Ricerche. https://doi.org/10.57665/BICE_DATASTEWARD_02_2026
20 maggio 2026
