La scienza aperta nell'agenda politica dello Spazio europeo della ricerca 2025 – 2027

Un ecosistema europeo per la scienza
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A livello europeo, le politiche per la ricerca e l’innovazione si sviluppano all’interno di un quadro strategico comune, volto a rendere l’Europa più competitiva, integrata e capace di affrontare le grandi sfide sociali, ambientali e tecnologiche. In questo contesto si colloca lo Spazio europeo della ricerca (SER), conosciuto a livello internazionale con l’acronimo inglese ERA (European Research Area)

Proposto dalla Commissione europea nel 2000, il SER ha l’obiettivo di creare un mercato unico europeo per la ricerca e l’innovazione, favorendo il coordinamento e il miglioramento delle politiche e degli ecosistemi nazionali di ricerca e innovazione (R&I). L’ambizione è quella di garantire la libera circolazione di conoscenze, ricercatori, innovatori e tecnologie, eliminando frammentazioni e barriere tra i Paesi membri. L’attuazione dello Spazio Europeo della Ricerca rappresenta uno degli obiettivi specifici dell’Unione Europea sanciti dai Trattati di Lisbona.

Nella sua comunicazione del 2020 "Una nuova ERA per la ricerca e l'innovazione", la Commissione Europea ha proposto di rinnovare gli sforzi per la realizzazione dello Spazio Europeo della Ricerca delineando quattro obiettivi strategici:

  • Dare priorità agli investimenti e alle riforme;

  • Favorire l'eccellenza e sistemi di R&I più forti in tutta l'UE;

  • Tradurre i risultati della R&I nell'economia

  • Rafforzare lo Spazio Europeo della Ricerca

La roadmap per raggiungere questi obiettivi è da attuare in collaborazione con gli Stati membri dell'UE e le parti interessate.

Il Patto per la Ricerca e l’innovazione (R&I) in Europa adottato dal Consiglio dell'Unione europea nel Novembre 2021 sostiene tali obiettivi ed invita ad uno sforzo congiunto della Commissione Europea, degli Stati membri e, se del caso, dei paesi associati e dei portatori di interessi, per un migliore coordinamento delle politiche dell'Unione Europea in materia di R&I. L’attuazione del Patto è affidata a un ciclo di due agende politiche triennali consecutive (2022–2024 e 2025–2027), concepite come parti complementari di un unico percorso volto alla riforma e al consolidamento del SER ed all’attuazione delle priorità stabilite dal Patto per la R&I.

Aree prioritarie del Patto per la R&I: 
1. Approfondire un mercato interno della conoscenza realmente funzionante.
2. Affrontare insieme le sfide poste dalla doppia transizione verde e digitale e aumentare la partecipazione della società allo Spazio Europeo delle Ricerca;
3. Ampliare l'accesso all'eccellenza nella ricerca e nell'innovazione in tutta l'UE;
4. Promuovere investimenti e riforme concertati nel campo della ricerca e dell'innovazione.

Horizon Europe, il programma quadro dell'Unione Europea per la Ricerca e l'Innovazione 2021 - 2027 supporta l'attuazione del SER e l'implementazione della sua Agenda Politica con un programma di lavoro dedicato, 'Widening Participation and Strengthening the ERA' (WIDERA), trasversale ai tre pilastri dell'eccellenza-innovazione-competitività. Il budget di questa parte di programma è di circa 3.2 miliardi di Euro per il 2021 - 2027.

La prima agenda politica del SER (2022–2024) ha posto le basi per una rinnovata governance dello Spazio Europeo della Ricerca e per una serie di riforme strutturali nei sistemi nazionali ed europei di ricerca e innovazione. Sulla base dei risultati conseguiti e delle lezioni apprese, la seconda agenda politica del SER per il triennio 2025–2027, proposta dalla Commissione europea e adottata dal Consiglio dell’Unione europea nel giugno scorso ne rappresenta il completamento operativo e strategico.

Questa nuova agenda ambisce a completare la riforma ed il potenziamento del SER rafforzando:

  • la competitività dell'UE garantendone l'autonomia strategica, preservando nel contempo un'economia aperta, coordinando investimenti e riforme dedicati nella R&I;

  • l'eccellenza e l'impatto dell'UE in materia di R&I, la sua leadership scientifica globale e la sua attrattiva per i talenti globali razionalizzando i percorsi professionali della ricerca, agevolando la mobilità dei ricercatori e la condivisione delle conoscenze in tutta Europa nonché promuovendo l'accesso alle infrastrutture di punta;

  • lo sviluppo sostenibile e l'impatto sociale dell'UE coordinando gli sforzi in materia di R&I nella trasformazione industriale, realizzando sinergie con altre politiche e promuovendo un'economia più circolare e resiliente.

L'agenda intende raggiungere questi obiettivi attraverso 19 azioni da implementare su base volontaria dagli stati membri dell'UE e dalla Commissione europea e, dove appropriato, dai paesi associati ad Horizon Europe e dagli stakeholder della R&I. Delle 19 azioni proposte 11 sono azioni strutturali, attività a lungo termine, integrate nelle politiche nazionali ed europee e nei sistemi di ricerca e innovazione, che richiedono sforzi che vanno oltre il ciclo triennale dell'agenda politica del SER ed 8 sono iniziative specifiche (ERA actions) indirizzate a colmare lacune su questioni nuove o emergenti in diversi campi della ricerca.

Il rafforzamento della scienza aperta costituisce uno degli elementi chiave per la costruzione e il consolidamento del SER ed è stato già al centro di interventi rilevanti nell’ambito della prima agenda politica 2022–2024. Tra questi figurano le attività a sostegno dell’European Open Science Cloud (EOSC), le iniziative volte a definire un quadro europeo in materia di copyright e di dati della ricerca, nonché la riforma dei sistemi di valutazione della ricerca, dei ricercatori e delle istituzioni che si occupano di ricerca.

Nell'agenda 2025 -2027 la scienza aperta è oggetto sia di un’azione strutturale – Enabling open science via sharing and re-use of data, including through the European Open Science Cloud (EOSC) – sia di una delle azioni specifiche: Applying equity in open science. Tali azioni saranno implementate secondo modalità che saranno definite e concordate in seno all’ERA Forum, uno degli organi di governance del SER.

Oltre alle azioni esplicitamente dedicate alla scienza aperta, l’agenda politica del SER 2025–2027 comprende ulteriori interventi strutturali strettamente correlati ai suoi principi, tra cui la riforma dei sistemi di valutazione della ricerca e delle carriere, il rafforzamento della sostenibilità, accessibilità e resilienza delle infrastrutture di ricerca, la promozione della fiducia nella scienza attraverso il coinvolgimento dei cittadini e una comunicazione scientifica più efficace, nonché il miglioramento dell’accesso all’eccellenza. A queste si affiancano azioni specifiche volte a sviluppare un approccio europeo coordinato e coerente in materia di integrità ed etica nella R&I.

In questo contesto, la scienza aperta non si configura soltanto come un ambito di intervento specifico, ma come un principio abilitante trasversale dell’intera agenda politica del SER 2022–2027, essenziale per rafforzare l’eccellenza scientifica, la competitività e l’impatto sociale della ricerca europea, nonché per consolidare la fiducia nella scienza e rendere lo Spazio Europeo della Ricerca uno spazio realmente integrato, inclusivo e sostenibile.

Riferimenti

  1. Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions "A new ERA for Research and Innovation", COM/2020/628 final

      https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=celex:52020DC0628

  1. Raccomandazione (UE) 2021/2122 del Consiglio del 26 novembre 2021 su un patto per la ricerca e l’innovazione in Europa, ST/13701/2021/INIT, GU L 431 del 2.12.2021, http://data.europa.eu/eli/reco/2021/2122/oj

  2. European Commission: Directorate-General for Research and Innovation, European Research Area policy agenda – Overview of actions for the period 2022-2024, Publications Office of the European Union, 2022, https://data.europa.eu/doi/10.2777/52110

  3. Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions "Implementation of the European Research Area (ERA) Strengthening Europe's Research and Innovation: The ERA's Journey and Future Directions", COM/2024/490 final

      https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=celex:52024DC0490

  1. Council Recommendation of 24 June 2025 on the European Research Area Policy Agenda 2025-2027,ST/9236/2025/INIT, OJ C, C/2025/3593, 30.6.2025, http://data.europa.eu/eli/C/2025/3593/oj

  2. Regulation (EU) 2021/695 of the European Parliament and of the Council of 28 April 2021 establishing Horizon Europe – the Framework Programme for Research and Innovation, laying down its rules for participation and dissemination, and repealing Regulations (EU) No 1290/2013 and (EU) No 1291/2013  https://eur-lex.europa.eu/eli/reg/2021/695/oj/eng#anx_I

Gabriella Leo

Gabriella Leo è ricercatrice nell’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (ISMN) del CNR. Dal 2021 al 2025 è stata distaccata presso la Direzione Generale per la Ricerca e l'Innovazione (DG RTD) della Commissione Europea nell'unità “Open Science and research Infrastructure” dove ha contribuito allo sviluppo e all’implementazione delle politiche europee per l’Open Science con particolare attenzione ai temi dell’accesso aperto ai prodotti della ricerca, inclusa la piattaforma di pubblicazioni Open research Europe (ORE), ed alla Citizen Science. Prima di entrare a far parte della Commissione Europea nel 2021, ha lavorato per oltre 30 anni come ricercatrice presso il CNR, prima nell’Istituto per la Microelettronica ed I Microsistemi (IMM), unità di Lecce, e dal 2002 nell’Istituto per lo Studio dei Materiali Nanostrutturati (ISMN) di Roma, occupandosi di ricerca scientifica e gestione di progetti di ricerca nei campi dei materiali avanzati per applicazioni all’optoelettronica ed alla sensoristica. Dal 2008 al 2013 e’ stata distaccata nell’unita’ di fotonica della Direzione Generale ‘Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie’ (DG CNCT) della Commissione Europea.

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Donatella Castelli

Donatella Castelli è stata dirigente di ricerca presso l'Istituto di Scienze e Tecnologie dell'Informazione A.Faedo del CNR. È stata coordinatrice tecnica dei vari progetti europei che hanno sviluppato e avviato l'infrastruttura OpenAIRE. Attualmente è la rappresentante italiana nel "Commission expert group on National Points of Reference on Scientific Information" che interagisce con la Commissione su misure e raccomandazioni sull'accesso aperto alle pubblicazioni, ai dati aperti della ricerca, alla conservazione dell'informazione scientifica e alle e-infrastrutture. Ha partecipato come esperta alla stesura del Piano Nazionale per la Scienza Aperta 2021-2027 e attualmente presiede il "Tavolo di lavoro per l'implementazione del Programma Nazionale per Scienza Aperta 2021-2027".

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