null Più finanziatori e più ricercatori: Open Research Europe si espande

Più finanziatori e più ricercatori: Open Research Europe si espande

27 marzo 2026

La piattaforma europea di editoria scientifica entra in una nuova fase con 16 enti di 11 Paesi, che partecipano al consorzio come finanziatori e soggetti di governance, tra cui anche il Ministero dell’Università e della Ricerca. L’iniziativa mira a rafforzare un modello di editoria scientifica aperta, senza costi per autori e lettori, e basata su un sistema di pubblicazione innovativo

La piattaforma di pubblicazione Open Research Europe (ORE) entra in una nuova fase, caratterizzata dall’ampliamento sia degli enti finanziatori che la sostengono sia della platea di ricercatori che possono  pubblicarvi. Per l’Italia, il Ministero dell’Università e della Ricerca entra nel consorzio europeo di istituzioni che la supportano. 

Lanciata nel 2021 dalla Commissione europea per rendere i risultati della ricerca finanziata con fondi pubblici più accessibili, trasparenti e sostenibili, ORE è una piattaforma di editoria scientifica peer reviewed e open access, senza costi né per pubblicare né per leggere e basata su un modello innovativo di comunicazione scientifica.

L’iniziativa, allineata all’Action Plan for Diamond Open Access (2022), si configura come un’alternativa “community-led” al sistema tradizionale dell’editoria accademica, fondata su principi di equità, trasparenza e controllo da parte della comunità scientifica.

L’annuncio del nuovo ORE è stato dato al CERN, segnando l’avvio di una nuova fase della piattaforma, che si prevede sarà operativa entro l'anno corrente con la nuova versione. Il consorzio è composto da 16 tra agenzie di finanziamento della ricerca, organizzazioni scientifiche e ministeri di 11 Paesi europei, insieme alla Commissione europea.

Questa nuova fase segna un’evoluzione significativa del modello ORE, in particolare per l’ampliamento dell’eligibilità degli autori: potranno pubblicare i risultati della propria ricerca in accesso aperto e senza costi non solo i beneficiari dei programmi europei, ma anche i ricercatori affiliati alle istituzioni dei paesi partecipanti al consorzio.

I criteri di eligibilità prevedono che almeno uno degli autori sia affiliato a un’organizzazione di ricerca o finanziato da un ente appartenente al consorzio, oppure beneficiario di programmi europei. Sono inoltre ammessi autori legati a progetti cofinanziati dall’UE. Non sono invece ammesse organizzazioni militari o legate alla difesa tra i membri del consorzio, né articoli strettamente militari; resta tuttavia esplicitamente consentita la pubblicazione di risultati con potenziale uso duale.

La gestione operativa di ORE sarà affidata al CERN, che metterà a disposizione la propria esperienza nello sviluppo di infrastrutture digitali per la scienza aperta, maturata attraverso iniziative come Zenodo, Invenio e SCOAP3, anche grazie all’utilizzo della piattaforma open source Open Journal Systems (OJS). La responsabilità della governance e dell’indirizzo editoriale resterà invece in capo al consorzio dei finanziatori, con la Commissione europea nel ruolo di osservatore permanente e co-finanziatore dell’iniziativa.

Il consorzio di enti finanziatori di ORE comprende attualmente membri provenienti da Austria, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera. Gli enti del consorzio sono:

Austrian Science Fund (FWF)
Agence Nationale de la Recherche (ANR)
Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS)
Bundesministerium für Forschung, Technologie und Raumfahrt (Germania)
Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR)
Netherlands Organisation for Scientific Research (NWO)
Research Council of Norway (RCN)
Fundação para a Ciência e a Tecnologia (FCT)
Slovenian Research and Innovation Agency (ARIS)
Swedish Research Council e agenzie svedesi (Forte, Formas, VR)
Fundación Española para la Ciencia y la Tecnología (FECYT)
Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC)
Swiss National Science Foundation (SNSF)
CERN (in qualità di organizzazione operativa)

Il budget complessivo per il ciclo iniziale di 5 anni sarà coperto per il 60% dalla Commissione europea e per il restante 40% dalle organizzazioni partecipanti, secondo un sistema di ripartizione basato sulla spesa nazionale in ricerca.

“L’adesione del Ministero a questa iniziativa rafforza l’impegno dell’Italia nella promozione della scienza aperta e nella diffusione libera dei risultati della ricerca. Open Research Europe è pienamente coerente con gli obiettivi del Piano Nazionale per la Scienza Aperta che individua nell’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche, nella trasparenza dei processi di valutazione e nella condivisione dei risultati della ricerca elementi fondamentali per rendere il sistema scientifico più equo, accessibile ed efficace. Rendere la conoscenza scientifica più aperta significa rafforzare la qualità e l’impatto della ricerca a beneficio della comunità scientifica e dell’intera società”, si legge sul sito del Mur.

La partecipazione del Ministero si inserisce tra le azioni previste per l’attuazione del Piano Nazionale per la Scienza Aperta ed è in linea con le raccomandazioni del Consiglio dell’Unione europea del 2023 per una comunicazione scientifica più equa, trasparente e di alta qualità.

“Il passaggio a un modello sostenuto da una pluralità di agenzie finanziatrici europee rappresenta un’evoluzione strategica che amplierà significativamente la platea dei ricercatori che potranno accedere a Open Research Europe”, sottolinea Donatella Castelli, dirigente di ricerca associata all’Istituto di Scienza e tecnologie dell’informazione del CNR e rappresentante per MUR nel gruppo di enti finanziatori della Piattaforma ORE, “Questo genererà benefici concreti per l’intero sistema scientifico, che attraverso questa innovativa piattaforma di pubblicazione potrà avvalersi di un sistema che consente la condivisione precoce dei risultati, un modello aperto di revisione paritaria e una maggiore varietà di formati di pubblicazione. Un approccio che contribuisce a rendere la ricerca più tempestiva, trasparente e collaborativa su scala internazionale”.

Il sistema “Publish–Review–Curate” prevede infatti un flusso editoriale rovesciato rispetto al modello tradizionale: gli articoli, dopo un controllo di integrità e conformità, vengono pubblicati immediatamente e successivamente sottoposti a revisione paritaria aperta, con la pubblicazione dei report dei revisori (open peer review). I contributi che superano il processo di revisione vengono organizzati in collezioni tematiche, con la possibilità di ulteriori aggiornamenti e di ricevere commenti anche dopo la pubblicazione (post-publication review).

La piattaforma supporta inoltre una pluralità di formati (articoli di ricerca, data papers, software papers, protocolli, revisioni, ecc.) e promuove la condivisione precoce dei risultati, anche integrandosi con repository di preprint e infrastrutture come Zenodo.

L’obiettivo dell’iniziativa è ora quello di estendere progressivamente il sostegno alla piattaforma a tutto lo Spazio europeo della ricerca, rafforzando un modello di editoria accademica sostenuto dalla comunità scientifica e dalle istituzioni pubbliche e capace di garantire un accesso più ampio alla conoscenza prodotta con fondi pubblici.

 

Gina Pavone

Gina Pavone si occupa di Open Science e Open Access all'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione del CNR. Temi su cui svolge anche attività di formazione e supporto all’interno del Competence Centre di ICDI. Coordina il sito open-science.it, è giornalista esperta di analisi di dati, ha conseguito la laurea magistrale in editoria e giornalismo alla Sapienza di Roma e ha ottenuto il master di secondo livello in big data analytics and social mining all'università di Pisa. Ha partecipato a campagne per l'apertura di dati pubblici e per la trasparenza di istituzioni e amministrazioni pubbliche e ha lavorato come data analyst e data journalist.

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