null IEEE introduce la "Repository License Fee" per il green open access

IEEE introduce la "Repository License Fee" per il green open access

20 giugno 2025

IEEE ha di recente introdotto una nuova tariffa per l’open access, questa volta colpendo anche la modalità più economica: il green OA, cioè l'autodeposito di una versione posteriore alla peer review. 

Si chiama Repository License Fee, e consente agli autori di depositare il post-print (definito AM, Accepted Manuscropt) in un repository aperto con licenza CC BY, solo dopo il pagamento di $1.275 per articoli su rivista e $400 per quelli da conferenza. Secondo IEEE, la tariffa è stata “specifically developed in response to the demand from funders and institutions to enable mandate compliance”.

Questa scelta rappresenta un’ulteriore restrizione alla pratica del green OA come l’abbiamo conosciuta finora: il deposito libero dell’AM senza costi e con licenze aperte non è più garantito.

La pratica del green OA, finora considerata una modalità di accesso aperto a costo zero per gli autori, viene significativamente limitata. In particolare, la possibilità di utilizzare la licenza CC BY — fondamentale in molte policy, come quella di Horizon Europe, in quanto abilita la redistribuzione e il riuso del contenuto — viene subordinata al pagamento di una nuova tariffa.

IEEE introduce così una ulteriore fonte di ricavo al modello "multi-revenue" composto di riviste ibride (abbonamento e open access choice) e riviste gold open access, laddove i ricercatori o le istituzioni si trovano a richieste di pagamento per ogni possibilità di open access, e spesso per servizi già coperti da abbonamenti o da altri canali.

Gina Pavone

Gina Pavone si occupa di Open Science e Open Access all'Istituto di scienza e tecnologie dell'informazione del CNR. Temi su cui svolge anche attività di formazione e supporto all’interno del Competence Centre di ICDI. Coordina il sito open-science.it, è giornalista esperta di analisi di dati, ha conseguito la laurea magistrale in editoria e giornalismo alla Sapienza di Roma e ha ottenuto il master di secondo livello in big data analytics and social mining all'università di Pisa. Ha partecipato a campagne per l'apertura di dati pubblici e per la trasparenza di istituzioni e amministrazioni pubbliche e ha lavorato come data analyst e data journalist.

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